137.

scritto da Italo Rapacciuolo
Scritto Un mese fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 6 ore fa
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Autore del testo Italo Rapacciuolo

Testo: 137.
di Italo Rapacciuolo

L'ultimo sopravvissuto
era un piccolo uomo,
i mari erano caldi
e Santo Stefano partorì
un alieno,
iniziammo la discesa
per costruire un nuovo
mondo,
una nuova era intrisa
estesa
di luce adamantina.
Spara per primo mi disse,
io colorai gli alberi
di viola
poi caddi ferito nel cervello
nei malleoli della vita,
mi rialzai
era tutto blu quel tragitto
erano verdi i prati
per l'Egitto.
Anima miserabile
morto nell'acqua, ti vidi
respirare lo spirito
della luna, poi rialzarti
implume e penitente.
137 erano i martiri
i profughi afgani,
solo loro si salvarono, 137
i miti, i sensibili, i deportati,
solo loro uscirono vivi
dal diluvio universale.





137. testo di Italo Rapacciuolo
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